Amianto in Emilia-Romagna: i nuovi dati confermano un’emergenza ancora aperta

da | 20, Giu 2026 | Amianto

L’amianto continua a fare vittime in Emilia-Romagna. A ricordarlo sono i dati dell’analisi “Ambiente e lavoro 2026”, promossa dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) insieme ai Quaderni del Sole 24 Ore e presentata a Bologna, in occasione della fiera Ambiente Lavoro, durante un convegno dedicato ai nuovi modelli d’impresa per la tutela della salute nei luoghi di lavoro. Il quadro che ne emerge è quello di una regione tra le più colpite del Paese, dove un materiale messo al bando da oltre trent’anni produce ancora oggi i suoi effetti più gravi.

Una delle regioni più colpite d’Italia

Secondo i dati presentati, l’Emilia-Romagna ha registrato 3.329 casi di mesotelioma fino al 2021, pari a circa il 9% del totale nazionale. È un dato che colloca la regione tra quelle con il carico di malattia più alto, dietro soltanto a Lombardia, Piemonte e Liguria.

Il mesotelioma — un tumore aggressivo che colpisce soprattutto la membrana di rivestimento dei polmoni — è la patologia più strettamente associata all’esposizione alle fibre di amianto.

Gli stessi ricercatori sottolineano però che questi numeri rappresentano soltanto la punta dell’iceberg. Alle diagnosi di mesotelioma andrebbero infatti aggiunti almeno 7.800 casi di tumore del polmone correlati all’amianto, oltre a numerose altre patologie asbesto-correlate come l’asbestosi e i tumori della laringe, della faringe, dell’esofago e del colon.

Nel complesso, secondo le stime prudenziali dell’analisi, i decessi legati all’esposizione all’amianto in Emilia-Romagna avrebbero superato i 13mila casi dal 1996 a oggi.

Perché un materiale vietato continua ad uccidere

L’amianto è fuorilegge in Italia dal 1992, eppure le malattie che provoca emergono ancora oggi. La ragione sta nella lunghissima latenza di queste patologie: tra l’esposizione alle fibre e la comparsa della malattia possono passare diversi decenni.

Chi si ammala adesso ha spesso respirato amianto negli anni Settanta, Ottanta o Novanta, quando il materiale era ampiamente impiegato nell’edilizia e nell’industria.

A pesare è anche la quantità di amianto ancora presente sul territorio. Si stima che in Italia siano installati circa 2,5 miliardi di metri quadrati di coperture in cemento-amianto, per un peso complessivo di decine di milioni di tonnellate.

Finché questi manufatti restano in opera, soprattutto quando si degradano, il rischio non scompare. È inoltre dimostrato che la malattia può insorgere anche a seguito di esposizioni modeste o limitate nel tempo: sono stati documentati casi tra lavoratori esposti a basse dosi e persino tra familiari che, in ambito domestico, si occupavano della pulizia degli indumenti da lavoro contaminati.

I settori e gli edifici più a rischio

I comparti storicamente più esposti sono l’edilizia, la metalmeccanica, l’industria del cemento e dell’amianto, i trasporti e in particolare il settore ferroviario.

Per chi possiede o gestisce un immobile, il pericolo si concentra in elementi molto comuni del patrimonio costruito fino agli anni Novanta: coperture e tettoie in eternit, canne fumarie, tubazioni, pavimentazioni in vinil-amianto, coibentazioni, serbatoi e cisterne.

Sono materiali che, se integri e in buono stato, possono non rilasciare fibre, ma che diventano pericolosi quando si usurano, si rompono o vengono manomessi senza le dovute cautele.

Un seganle positivo, ma la guardia resta alta

Non tutti i dati sono negativi. Le rilevazioni del registro regionale dei mesoteliomi indicano per il 2025 una diminuzione dei nuovi casi rispetto all’anno precedente, segno che le politiche di prevenzione e di bonifica adottate negli ultimi decenni iniziano a produrre effetti.

Si tratta però di un miglioramento che non autorizza ad abbassare la guardia: i numeri restano elevati e una parte consistente dell’amianto installato attende ancora di essere censita e rimossa in sicurezza.

La prevenzione passa dalla bonifica

Di fronte a questi dati, l’appello degli esperti è chiaro: la prevenzione non va vista come un costo, ma come una tutela della salute e del valore stesso degli immobili.

Per chi possiede un edificio che potrebbe contenere amianto, il primo passo è il censimento e la valutazione dello stato di conservazione dei materiali.

Quando l’amianto risulta degradato o a rischio di rilascio di fibre, la legge impone di intervenire.
Le soluzioni possibili sono essenzialmente tre: la rimozione, ovvero l’eliminazione definitiva del materiale; l’incapsulamento, che consiste nel trattare la superficie con prodotti che bloccano il rilascio delle fibre; e il confinamento, che isola fisicamente il manufatto.

In ogni caso, gli interventi devono essere eseguiti da imprese specializzate e iscritte agli appositi albi, sulla base di un piano di lavoro notificato all’organo di vigilanza competente, con il successivo smaltimento dei rifiuti in discariche autorizzate.

Si tratta di operazioni che richiedono competenze tecniche specifiche e procedure rigorose: l’improvvisazione, oltre a essere illegale, espone a rischi sanitari concreti chi opera e chi vive o lavora negli ambienti circostanti.

Drei Srl: esperienza e sicurezza dal 1958

In un territorio come quello di Imola, Bologna e di tutta l’Emilia-Romagna, dove la presenza di amianto negli edifici resta diffusa, affidarsi a professionisti qualificati fa la differenza.

Drei Srl opera dal 1958 nel settore delle costruzioni e della bonifica ambientale, con una specializzazione consolidata nella bonifica e nello smaltimento dell’amianto per privati, aziende ed enti pubblici.

L’azienda accompagna il cliente in ogni fase dell’intervento: dal sopralluogo e dalla valutazione iniziale fino alla rimozione, allo smaltimento certificato e all’eventuale ripristino delle coperture, utilizzando materiali certificati e tecnologie aggiornate.

Drei Srl offre inoltre una consulenza gratuita e il supporto necessario nella predisposizione del preventivo e nell’accesso agli eventuali benefici fiscali previsti per questo tipo di lavori. Un approccio che permette di trasformare un obbligo di sicurezza in un’occasione per riqualificare l’immobile, migliorarne l’efficienza e proteggerne il valore nel tempo.

Se hai il dubbio che la tua abitazione, il tuo capannone o il tuo immobile contengano amianto, non rimandare: una verifica tempestiva è il modo migliore per proteggere la salute di chi ti sta intorno e mettere in regola la tua proprietà.

Contattaci per un sopralluogo gratuito, un team di esperti è a tua disposizione per individuare la soluzione più sicura e adatta alle tue esigenze.

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